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The Notwist - The Devil, You + Me


Diciamo la verità: quando il tuo progetto musicale raggiunge l'apice della perfezione, per molti, me compreso, raramente si riesce a mantenersi su quel livello con il successivo lavoro.
Per The Notwist il picco è avvenuto nel 2002 con l'uscita del loro Neon Golden...
Un'opera d'arte magistrale e impeccabile, sicuramente uno tra i pochi album che io considero essere veramente perfetto.

Questo tipo di ammirazione è senza dubbio meritata, ma può anche portare ad aspettative troppo esigenti.
Infatti, è con questo stato d'animo che si è atteso il nuovo lavoro del gruppo tedesco.

Uscito nel maggio 2008, The devil, you + me diciamolo subito, inizialmente delude queste aspettative, ma credo che se si affronti l'ascolto con una linea diversa (per esempio considerando l'evoluzione potenziale di un gruppo e non la persistenza musicale che può portare ad un continuum sonoro che può risultare noioso) il risultato finale è qualcosa che non dispiace del tutto.

Considerando quindi il lavoro precedente, questo album prosegue un discorso parallelo; The Notwist hanno creato un disco con un suono molto lussuoso, con caratteristiche sicuramente diverse, es. la chitarra molto più visibile di qualsiasi dei loro album usciti nel corso dell'ultimo decennio.

Mentre in Neon Golden, la band si è come dire nascosta dietro strati di elettronica minimale o mascherando il tutto con innumerevoli effetti, qui si è cercato di dare un suono, nel senso strumentale del termine.

Il risultato è sicuramente buono, l'album è molto più naturale, facile all'ascolto. Questo cambiamento si adatta anche all'umore dell'album, sicuramente molto più scuro rispetto ai loro ultimi lavori.

Perfino la band riconosce questo nelle ultime interviste, dicendo che questo lato oscuro delle canzoni deriva direttamente dalle loro situazioni personali. Uno dei pezzi migliori dell'album è "Gloomy Planets", dove la chitarra acustica è molto presente, ma è perfettamente miscelata con la firma e il suono elettronico della band.

Anche nella traccia titolo dell'album "The devil, you + me" si avverte questo suono scuro, contrapponendo il puro minimalismo di una chitarra acustica e voce, al sopraggiungere di alcune campane e di semplici tamburi.

"Alphabet" è una canzone che può essere tranquillamente presa dal precedente lavoro e messa in questo album, ha un suono letteralmente "neon goldeniano", infatti risulta assolutamente fantastica.

La traccia d'apertura "Good Lies" è forse la traccia più positiva, ottimista. Una chitarra che porta alla canzone un andamento pop, certo ha i suoi alti e bassi, ma comunque è perfettamente bilanciata fra strumentazione e canto.

Durante tutto l'album comunque si sente molto lo sforzo della band per non fare le stesse cose di nuovo e di variare il più possibile. Alcune tracce devo dire che però sono poco interessanti, mancano di direzione, sembra che ognuno vada per la propria strada,  "Where in the world" o in modo molto simile, "Gravity", suonano come un accordo di idee mal eseguite.

Le tonalità di voce mal si adattano alla strumentazione ottimista.
Alla fine, tuttavia, The devil, you + me, è un incredibile movimento, per quanto non tecnicamente impressionante come lo è stato il precedente, è difficile negare una sicura nota positiva dell'album, il problema semmai è che il rallentare dei brani e la poco musicalità portino l'ascoltatore a saltare via via le tracce.

Nessuna bocciatura, per carità, The Notwist hanno creato un album che è in grado di essere ascoltato e che continua così l'evoluzione della band.

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