"Se tieni un basso profilo puoi durare piu' a lungo, anche se magari non finisci sui giornali"
Suzanne Vega.
Viene da New York e precisamente dai sobborghi più infimi e "duri" della Grande Mela.
La sua infanzia vissuta senza padre e la difficoltà a crescere come una ragazza normale in un quartiere difficile dove la violenza è ordinaria avrebbero trasformato qualsiasi ragazzina in una teppista modello.
Suzanne Vega.
Viene da New York e precisamente dai sobborghi più infimi e "duri" della Grande Mela.
La sua infanzia vissuta senza padre e la difficoltà a crescere come una ragazza normale in un quartiere difficile dove la violenza è ordinaria avrebbero trasformato qualsiasi ragazzina in una teppista modello.
Suzanne, dimostrando una grande forza interiore, reagisce invece nel modo più pacifico, scrivendo canzoni e poesie...
Il suo è un canto malinconico, pacato, minimale, la sua dolcezza è tutta nelle parole, nei testi che toccano temi semplici e reali, discorsi e preghiere, temi scientifici e filastrocche infantili.
La sua musica, la sua chitarra e la sua voce iniziano così a raccontare e a trattare temi "difficili" per canzoni folk, ma perfetti per la sua immagine di cantastorie.
Già dal primo disco si segnala come cantautrice fuori dal comune, e se dal secondo album arrivano anche i due grandi successi, "Tom's Diner" e "Luka" ( che parla di abusi su minori ), Suzanne continua senza mai fermarsi a raccontare sempre in maniera pacata, senza eccessi, tenendosi sempre alla larga dal personaggio pubblico, le sue storie di vita, i suoi sogni romantici e poetici, diretti e polemici.
Anche oggi che è ritenuta ormai una grande artista e una delle voci più autentiche della tradizione folk americana lei continua a scrivere racconti, poesie, parlando di solitudine, di infanzia, della vita di città, dei misteri legati al sesso, di fede e di speranza.
Continua con il suo folk non più minimalista come agli album d'esordio, ma con una leggerezza più matura, più intensa, gli spazi prima vuoti sono stati riempiti da strumenti che accompagnano la melodia delle sue parole.
La musica diventa il sottofondo ideale per i suoi scritti, per le sue canzoni, per i suoi racconti, per i suoi appunti di un viaggio ormai trentennale, e scopri quanto questa ragazza ormai cresciuta, sia ancora ancorata alla dolcezza dei bambini, quasi che stia passando ora la sua più bella infanzia rubatagli da piccola.
Ho avuto il piacere di vederla più volte in concerto (è innamorata dell'Italia e ci torna quasi ogni anno), e la sensazione di calma e di intensità musicale che si respira nei suoi album viene quasi triplicata, facendoti cadere in uno stato ipnotico.
Come si guarda un grande attore recitare in solitudine su un palco, come si guarda un grande quadro che ti rapisce con le sue linee segnate dal tempo e dal colore, così si guarda lei, seduto e ammirato dalla sua grazia e dalla sua fermezza.
Si concede molto spazio per la lettura delle sue poesie, per il racconto di strani aneddoti, legati al come è nata una canzone, a quali atmosfere suscitano in lei le apparenze, la difficoltà di comunicare.
La maggior parte di queste poesie, di racconti, di canzone inedite sono state raccolte in un libro "Solitude Standing" che è un po' il suo mondo, ci sono appunti di viaggio, discorsi, frasi segnate su un diario personale, insomma c'è tutta Suzanne Vega come non l'avete mai letta....e non sentita.
Discografia essenziale
• Suzanne Vega, 1985
• Solitude Standing, 1987
• Days of Open Hand, 1990
• 99.9F°, 1992
• Nine Objects of Desire, 1996
• Songs in Red and Gray, 2001
• Retrospective - The Best of Suzanne Vega, 2003
• Beauty & Crime, 2007
La sua musica, la sua chitarra e la sua voce iniziano così a raccontare e a trattare temi "difficili" per canzoni folk, ma perfetti per la sua immagine di cantastorie.
Già dal primo disco si segnala come cantautrice fuori dal comune, e se dal secondo album arrivano anche i due grandi successi, "Tom's Diner" e "Luka" ( che parla di abusi su minori ), Suzanne continua senza mai fermarsi a raccontare sempre in maniera pacata, senza eccessi, tenendosi sempre alla larga dal personaggio pubblico, le sue storie di vita, i suoi sogni romantici e poetici, diretti e polemici.
Anche oggi che è ritenuta ormai una grande artista e una delle voci più autentiche della tradizione folk americana lei continua a scrivere racconti, poesie, parlando di solitudine, di infanzia, della vita di città, dei misteri legati al sesso, di fede e di speranza.
Continua con il suo folk non più minimalista come agli album d'esordio, ma con una leggerezza più matura, più intensa, gli spazi prima vuoti sono stati riempiti da strumenti che accompagnano la melodia delle sue parole.
La musica diventa il sottofondo ideale per i suoi scritti, per le sue canzoni, per i suoi racconti, per i suoi appunti di un viaggio ormai trentennale, e scopri quanto questa ragazza ormai cresciuta, sia ancora ancorata alla dolcezza dei bambini, quasi che stia passando ora la sua più bella infanzia rubatagli da piccola.
Ho avuto il piacere di vederla più volte in concerto (è innamorata dell'Italia e ci torna quasi ogni anno), e la sensazione di calma e di intensità musicale che si respira nei suoi album viene quasi triplicata, facendoti cadere in uno stato ipnotico.
Come si guarda un grande attore recitare in solitudine su un palco, come si guarda un grande quadro che ti rapisce con le sue linee segnate dal tempo e dal colore, così si guarda lei, seduto e ammirato dalla sua grazia e dalla sua fermezza.
Si concede molto spazio per la lettura delle sue poesie, per il racconto di strani aneddoti, legati al come è nata una canzone, a quali atmosfere suscitano in lei le apparenze, la difficoltà di comunicare.
La maggior parte di queste poesie, di racconti, di canzone inedite sono state raccolte in un libro "Solitude Standing" che è un po' il suo mondo, ci sono appunti di viaggio, discorsi, frasi segnate su un diario personale, insomma c'è tutta Suzanne Vega come non l'avete mai letta....e non sentita.
Discografia essenziale
• Suzanne Vega, 1985
• Solitude Standing, 1987
• Days of Open Hand, 1990
• 99.9F°, 1992
• Nine Objects of Desire, 1996
• Songs in Red and Gray, 2001
• Retrospective - The Best of Suzanne Vega, 2003
• Beauty & Crime, 2007


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