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Ex-Otago

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"Otago è il nome di una squadra di rugby della Nuova Zelanda protagonista di un film orrendo di serie C2 (nemmeno B!) intitolato Scarfies.
Fatto stà che questi Otago vincono il campionato contro ogni pronostico.
Fantastico! suona bene e ci piace pure il concetto! bene... dopo 5 minuti non ci piaceva più.
Ci siamo sciolti e riformati come Ex-OTAGO. Tutto questo in 10 minuti. Il trattino? ci piaceva.
"

E' tutto racchiuso qui. La loro musica, il loro modo di cantare, di esibirsi....tutto nella genuinità di una frase.
Dentro ci trovi tutto quello che serve per classificare (e non mi piace farlo in questo caso) questa band....
Gli Ex-Otago possiedono e esprimono con gran talento, tutto ciò che è saggezza, sarcasmo, ironia pungente, malinconia, genialità, purezza e divertimento.
Inutile analizzarli e ricercare loro delle somiglianze, sentire delle possibili assonanze, studiare delle attinenze o creare dei paragoni con altre indie band del pop italiano.

La loro esclusività è data principalmente da due fattori: quel sound così semplice e orecchiabile, così maledettamente acustico, così moderno ma anche così esente da ipertecnologie, il loro essere totalmente fuori da ogni sentimento di raffinatezza, di eleganza, di sofisticazione.

Si va da un set minimale di batteria, ad una chitarra acustica, e due tastierine Casio.....si, avete capito bene, due tastierine, quelle che i bimbi picchettano quando ancora non sanno neanche parlare tentando di far uscire un suono (infatti Alberto nell'elenco degli strumenti da lui suonati cita: giocattoli) a quelle parole cantate in inglese come quando si canticchia sotto la doccia, mentre si fa colazione, mentre si scende con l'ascensore che ti porta ad iniziare una nuova giornata.

Loro sono così maledettamente puri. E ciò ti colpisce. Se li vedi dal vivo poi ti rapiscono. E qui la seconda esclusività del gruppo: Sono di Genova. Città forse con la più alta tradizione musicale italiana, ma anche con la più grande stravaganza dei personaggi che vi abitano.

Suonano scalzi, si gettano per terra, ballano in maniera strambalata, ma lo fanno con una grazia non altezzosa, presuntuosa, ma con considerazione e rispetto. Il loro è un divertimento, è una danza. E tu ne esci conquistato.

Con il loro primo album a tiratura limitatissima (500 copie) si sono creati la possibilità di farsi apprezzare sui palchi di mezza Italia (a proposito, credo che stia per uscire una versione ristampata) poi, dopo un singolo, la loro attuale etichetta di distribuzione, la Riotmaker, produce e distribuisce il loro nuovo lavoro, "Tanti Saluti".

Io lo trovo un disco bellissimo, con melodie poetiche, surreali, culturali, è la loro danza del sole, malinconica, ma molto ben strutturata, canzoni che ti fanno venire voglia di fantasticare, di pensare alla nonna Luisa che ruba il microfono a Maurizio, a Sasha, a quel bel cane che fu, a Pertini e a Maranzini, alla deliziosa Robilante, paesino di montagna....insomma a tutti quei personaggi e a tutte quelle situazioni che nascono dalla quotidianità e da esperienze di ogni vita vissuta che loro con grande maestria arricchiscono a volte con un pizzico di sana ironia e surrealismo.

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